Tuesday, December 28, 2010

Radio RAI: Le interviste impossibili
Fabio Carpi incontra Gustave Flaubert (Romolo Valli)

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<<[...] comunque, sono tempi brutti i nostri, e che non lasciano sperare niente di buono nemmeno per il futuro. Democrazia, socialismo: ecco le parole all'ordine del giorno. [...] Ebbene, io dico che democrazia e socialismo sono la morte della cultura. Oggi si fanno libri per tutti, si vuole l'Arte per tutti, come si chiedono ferrovie e riscaldamento per tutti. Che orrore, questi "tutti". Che viaggino pure in treno e che si riscaldino, se ci tengono tanto. Ma che non pretendano poi di leggere un mio libro come si legge il giornale, che va appunto in mano a tutti. No, io non voglio piacere a tutti. Perché quel che c'è di meglio nell'Arte sfuggirà sempre alle nature mediocri, cioè ai tre quarti del genere umano. Piacere a tutti, che vergogna! Se questo è il prezzo della popolarità, essere ridotto al livello del giornale, grazie tante non ci tengo! Preferisco rinchiudermi in me stesso e continuare la mia opera a testa bassa, come una talpa.>>



Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset, 8 maggio 1880)

Wednesday, April 15, 2009

Draw the tear from hopeless love;
lengthen out the solemn air,
full of death and wild despair.


George Frideric Haendel (1685 - 1759)
da
Solomon HWV 67 (1748)

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GABRIELI CONSORT & PLAYERS
Paul McCreesh


Date voce al tormento dell'amore senza speranza;
levate il canto solenne e accorato,
pieno di morte e selvaggia disperazione.

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1. Jacques-Louis David (1748 - 1825)
....Andromaca piange la perdita di Ettore

2. Giorgio De Chirico (1888 - 1978)
....Ettore e Andromaca

Saturday, April 11, 2009

Chi l’armonia del Ciel brama d’udire
Senza di vita uscire,
Oda del Monteverde il suono, e ’l canto,
Ch’è de l’alme un incanto,
E udendolo dirà da se diviso,
Quest’è un Musico ver del Paradiso:
Et se Cerbero latra è perch’ei scorge,
Cha da l’Inferno à le superne rote
Ponno tra l’alme le sue dolci note.
.............................Cherubino Ferrari, 1605

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1. Cremona
2. Bernardo Strozzi, Ritratto di Claudio Monteverdi (1640)
....Innsbruck, Landesmuseum Fernandeum
3. Claudio Monteverdi (Cremona 1567 - Venezia 1643)
....Frontespizio dei Fiori poetici, raccolta in onore del celebre compositore
....pubblicata a Venezia nel 1644 dopo la sua morte

Piagn'e sospira
a 5 voci, dal IV Libro di Madrigali (1603)

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Piagn’ e sospira; e quand’ i caldi raggi
fuggon la greggia a la dolc’ombra assise:
ne la scorza de’ pini o pur de’ faggi
segnò l'amato nome in mille guise;
e de la sua fortuna i gravi oltraggi
e i vari casi in dura scorza incise;
e in rileggendo poi le proprie note
spargea di pianto le vermiglie gote.
.....................................Torquato Tasso

...

The Consort of Musicke - Anthony Rooley

Wednesday, April 08, 2009

Les frères Jacques - Barbara (J. Prévert / J. Kosma)

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1. Jacques Prévert (1900-1977)
2. Joseph Kosma (1905-1969)

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Barbara


Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là

Et tu marchais souriante

Épanouie, ravie, ruisselante

Sous la pluie
Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest

Et je t’ai croisé rue de Siam

Tu souriais
Et moi je souriais de même
Rappelle-toi Barbara

Toi que je ne connaissais pas

Toi qui ne me connaissais pas

Rappelle-toi

Rappelle-toi quand même ce jour-là

N’oublie pas

Un homme sous un porche s’abritait

Et il a crié ton nom Barbara
Et tu as couru vers lui sous la pluie
Ruisselante, ravie, épanouie
Et tu t’es jetée dans ses bras
Rappelle-toi cela Barbara

Et ne m’en veux pas si je te tutoie

Je dis tu à tous ceux que j’aime

Même si je ne les ai vu qu’une seule fois
Je dis tu à tous ceux qui s’aiment

Même si je ne les connais pas
Rappelle-toi Barbara

N’oublie pas

Cette pluie sage et heureuse

Sur ton visage heureux
Sur cette ville heureuse

Cette pluie sur la mer
Sur l’arsenal

Sur le bateau d’Ouessant

Oh Barbara

Quelle connerie la guerre

Qu’es-tu devenue maintenant

Sous cette pluie de fer
De feu d’acier de sang

Et celui qui te serrait dans ses bras

Amoureusement

Est-il mort disparu ou encore vivant
Oh Barbara

Il pleut sans cesse sur Brest

Comme il pleuvait avant
Mais ce n’est plus pareil et tout est abîmé
C’est une pluie de deuil, terrible et désolée

Ce n’est même plus l’orage
De fer d’acier et de sang

Tout simplement des nuages

Qui crèvent comme des chiens

Des chiens qui disparaissent

Au fil de l’eau sur Brest

Et vont pourrir au loin

Au loin, très loin de Brest

Dont il ne reste rien.


Jacques Prévert - da Paroles, 1946 / musica di Joseph Kosma, 1949

Les frères Jacques

Sunday, January 28, 2007




Dedica III: a Emanuele Luzzati, in mortem
.
E così te ne sei andata d’inverno,

minuta e indifesa creatura dagli occhi limpidi.
Non avresti potuto lasciarci che in inverno,
perché chi se ne va in questa stagione
lo fa proprio come hai fatto tu, in punta di piedi.

Hai voluto ancora una volta richiamarci alle nostre disattenzioni,
a modo tuo, con la tua solita dolcezza,
andandotene così com’eri arrivata un giorno, timidamente,
sulla punta di quei tuoi piedini freddi e tremanti
che pure desideravano tanto conoscere il mondo.

Ma che ne sapevi tu, del mondo?
Tu che eri incapace di specchiarti in esso

se non sbirciandoci di traverso con quel tuo sguardo infantile;
forse nemmeno ti è mai piaciuto questo nostro mondo
abbandonato dalla bellezza, tu che quella bellezza l’avevi
............................................addosso umilmente,
che non cercavi consolazione né riparo, e il mondo stesso
dall’alto della tua visione incantata, senza pensarci due volte,
hai inondato d’amore
.


Per questo non ci lasci solo la bellezza, ma quel tuo sereno distacco
dal quale ammiccavi segretamente, quel candore del poeta bambino
che contempla con tale coraggio l’esistenza che a un suo solo sospiro,
al solo suo sguardo essa diventa improvvisamente mansueta.

Ora sorride felice il tuo fragile animo, e tu,
nel mondo di sogni
che con tenera dedizione ti sei modellato,
corri dietro agli sfavillanti arcobaleni
delle tue chiassose e vagheggianti figurine;

ravvivi con cura il rosa tenue delle vesti,
il celeste impalpabile degli ornamenti,

il rosso voluttuoso dei panneggi. E ridi e piangi con loro!

Così finalmente incomincia il viaggio che da tempo hai preparato,
e mentre tu saltelli raggiante, noi non possiamo che restarcene qua,
appesantiti da inesorabili distrazioni.
Da quando ci hai lasciati proseguiamo soli;
ma guardando alla finestra,
il paesaggio fuori ci sembra più sbiadito ora.


Saturday, January 20, 2007

Carlo Tagliabue - «Nulla... Silenzio» (video - YOUTUBE)
da
Il tabarro (1916) di Giacomo Puccini

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1. Giacomo Puccini (1858-1924)
2. Carlo Tagliabue (1898-1978)

Wednesday, November 29, 2006

Boris Pasternak (1890-1960) - Carmelo Bene (1937-2002)

1. Le onde ...........................2. In morte di Majakovskij

video... video

Monday, November 20, 2006

L'isola

A una proda ove sera era perenne
di anziane selve assorte, scese,
e s'inoltrò
e lo richiamò rumore di penne
ch'erasi sciolto dallo stridulo
batticuore dell'acqua torrida,
e una larva (languiva
e rifioriva) vide;
ritornato a salire vide
ch'era una ninfa e dormiva
ritta abbracciata a un olmo.

In sé da simulacro a fiamma vera
errando, giunse a un prato ove
l'ombra negli occhi s'addensava
delle vergini come
sera appiè degli ulivi;
distillavano i rami
una pioggia pigra di dardi,
qua pecore s'erano appisolate
sotto il liscio tepore,
altre brucavano
la coltre luminosa;
le mani del pastore erano un vetro
levigato da fioca febbre.

Giuseppe Ungaretti, 1925 - da La fine di Crono, in Sentimento del tempo (1933)



Friday, November 10, 2006

Sono il cavaliere inesistente, che si beffa della vita e della morte,
che ride di sé stesso ma sorride alle donne.
Ho un mondo che è soltanto mio, di cui tutti si burlano, io compreso.
Un mondo senza senso e senza scopo, dal quale contemplo
silenzioso l'esistenza,
indifferente al cielo e all'inferno.

Ingmar Bergman - Det Sjunde inseglet [Il settimo sigillo], 1957

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1. Ingmar Bergman (1918-2007)
2. Albrecht Dürer - Ritter, Tod und Teufel [Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo], 1513-14
Harris Brisbane Dick Fund, 1943 (43.106.2)
The Metropolitan Museum of Art
, New York ©

Saturday, November 04, 2006



Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei
cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.


Pier Paolo Pasolini - da Poesie incivili (aprile 1960)

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1. Edvard Munch - Skrik [L'urlo], (1893)
...(Oslo, Munch-museet)

2. Pier Paolo Pasolini

Thursday, November 02, 2006

…calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogni inganno puerile e ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell’infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera…

Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico, 1832



Dante e Virgilio nella selva dei suicidi
(Divina commedia, Inferno -
MS. Holkham misc. 48, p. 20)

Bodleian Library – University of Oxford ©
Dedica II

Da quando ti ho lasciata la mia vista è schiava del cuore,

e l’occhio che dovrebbe guidare ogni mio passo,
abbandonato il suo compito, è in parte cieco;
sembra vedere, ma in realtà è distante,
non forgia più alcuna immagine d’uccelli, di fiori,
nessuna forma che possa sedurre il cuore stesso,
né degna di attenzione la stessa mente,
né il suo fugace sguardo coglie l’immagine che lo fronteggia;
che scorga la più incantevole o la più disgustosa visione,
l’essere più dolce o quello più deforme,
la collina o il mare, la notte o il giorno,
a tutto esso dona le tue sembianze.
Incapace di contenere altro, colmo di te soltanto,
il mio cuore rende falso ciò che vedo.


Rosso Fiorentino - Angelo musicante
(1520 circa - Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dedica I

Il mio ultimo pensiero appena prima di dormire è per te
e così al risveglio, il mio primo pensiero è quello che corre a te.
Similmente per tutto il giorno la mia mente non trova pace
mentre rincorre la tua immagine in ogni istante,
come nell’oscurità della notte gli occhi stanchi di un viandante
inseguono disperati la luce delle stelle per non smarrire il sentiero.


Francesco Sgroi - Sogno d'amore con accompagnamento musicale (1992)

Esordio

Ich habe eine wissenschaftliche Weltanschauung




Luigi Veronesi - Composizione (1938)