Fabio Carpi incontra Gustave Flaubert (Romolo Valli)

Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset, 8 maggio 1880)
La Musica è finita - Music has died







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Dedica III: a Emanuele Luzzati, in mortem
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E così te ne sei andata d’inverno,
minuta e indifesa creatura dagli occhi limpidi.
Non avresti potuto lasciarci che in inverno,
perché chi se ne va in questa stagione
lo fa proprio come hai fatto tu, in punta di piedi.
Hai voluto ancora una volta richiamarci alle nostre disattenzioni,
a modo tuo, con la tua solita dolcezza,
andandotene così com’eri arrivata un giorno, timidamente,
sulla punta di quei tuoi piedini freddi e tremanti
che pure desideravano tanto conoscere il mondo.
Ma che ne sapevi tu, del mondo?
Tu che eri incapace di specchiarti in esso
se non sbirciandoci di traverso con quel tuo sguardo infantile;
forse nemmeno ti è mai piaciuto questo nostro mondo
abbandonato dalla bellezza, tu che quella bellezza l’avevi
............................................addosso umilmente,
che non cercavi consolazione né riparo, e il mondo stesso
dall’alto della tua visione incantata, senza pensarci due volte,
hai inondato d’amore.
Per questo non ci lasci solo la bellezza, ma quel tuo sereno distacco
dal quale ammiccavi segretamente, quel candore del poeta bambino
che contempla con tale coraggio l’esistenza che a un suo solo sospiro,
al solo suo sguardo essa diventa improvvisamente mansueta.
Ora sorride felice il tuo fragile animo, e tu,
nel mondo di sogni
corri dietro agli sfavillanti arcobaleni
delle tue chiassose e vagheggianti figurine;
ravvivi con cura il rosa tenue delle vesti,
il celeste impalpabile degli ornamenti,
il rosso voluttuoso dei panneggi. E ridi e piangi con loro!
Così finalmente incomincia il viaggio che da tempo hai preparato,
e mentre tu saltelli raggiante, noi non possiamo che restarcene qua,
appesantiti da inesorabili distrazioni.
Da quando ci hai lasciati proseguiamo soli;
ma guardando alla finestra,
il paesaggio fuori ci sembra più sbiadito ora.

...

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
Pier Paolo Pasolini - da Poesie incivili (aprile 1960)
1.......................................2
1. Edvard Munch - Skrik [L'urlo], (1893)
...(Oslo, Munch-museet)
2. Pier Paolo Pasolini



Rosso Fiorentino - Angelo musicante
(1520 circa - Galleria degli Uffizi, Firenze)
Dedica I
Il mio ultimo pensiero appena prima di dormire è per te
e così al risveglio, il mio primo pensiero è quello che corre a te.
Similmente per tutto il giorno la mia mente non trova pace
mentre rincorre la tua immagine in ogni istante,
come nell’oscurità della notte gli occhi stanchi di un viandante
inseguono disperati la luce delle stelle per non smarrire il sentiero.
Francesco Sgroi - Sogno d'amore con accompagnamento musicale (1992)